Trapianto capelli per contratare la caduta
Casi insperati. Così venivano liquidati fino a qualche anno fa gli stadi più elevati di calvizie. Oggi fortunatamente, grazie all’evoluzione delle metodiche chirurgiche ed alla progettazione di innovative strumentazioni, in materia di autotrapianto si può fare davvero molto. Limitando la chirurgia ad un’unica seduta e moltiplicando di tre/quattro volte il numero degli elementi impiantati: migliaia e migliaia!
“Mega” per l’importanza e la qualità dei risultati raggiunti, “micro” per la certosina precisione della tecnica utilizzata nell’impiantare un singolo bulbo per volta, stabilendo già a priori l’inclinazione di crescita dei “nuovi” capelli. Il MegaMicrotrapianto è l’ultimo fiore all’occhiello della moderna chirurgia estetica, formulato per stadi avanzati di calvizie androgenetica. La tecnica – ideata dal dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in Chirurgia Plastica a Padova – consente in un’unica seduta il raggiungimento di un reinfoltimento del cuoio capelluto apprezzabile sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, con una sensibile riduzione dei tempi di attesa (circa tre mesi), necessari per vedere spuntare in maniera uniforme e soprattutto stabile la chioma perduta.
LA CALVIZIE ANDROGENETICA
Ogni capello nasce, cresce, invecchia e cade seguendo un processo naturale di ricambio. Quando però la caduta fisiologica dei “vecchi” capelli non viene compensata dalla ricrescita di quelli “nuovi” significa che é in atto una forma di calvizie dovuta alla cessazione dell’attività dei bulbi. I fattori che portano all’alopecia androgenetica sono di varia natura: genetica, individuale, immunologica, vascolare, ambientale. Un ruolo fondamentale nella perdita dei capelli l’hanno inoltre gli androgeni, gli ormoni maschili.
SETTE STADI DA CONTENERE
Non si diventa calvi tutto d’un colpo. La calvizie é un processo che si sviluppa gradualmente, seguendo degli stadi più o meno simili per tutti gli uomini (sette, secondo la famosa “scala di Hamilton”). Per evitare che il problema si allarghi “a macchia d’olio” è consigliabile rivolgersi allo specialista già ai primi segnali di caduta permanente dei capelli, in modo da pianificare una strategia di contrattacco. Se la calvizie non viene contrastata, questa continuerà infatti il suo lento percorso, allargandosi dalla regione fronto-temporale (dove normalmente ha esordio) alla zona del vertice e risparmiando - ma qui siamo nell’ultimo stadio del processo - solo una stretta striscia di capelli a ferro di cavallo situata sulla parte inferiore della testa.
QUANDO PREOCCUPARSI?
Quando il diradamento avviene in maniera graduale. “Una vistosa perdita di capelli (centinaia, addirittura migliaia al giorno) - riferisce il dottor Carlo Alberto Pallaoro, specialista in chirurgia plastica e laser a Padova - anche se può generare ansia, é un evento molto comune e frequentemente reversibile: non deve essere confuso con un inizio di calvizie. La calvizie vera e propria avviene in maniera più subdola, per stadi ben precisi. E’ a questo punto che occorre rivolgersi ad uno specialista per contrastare il suo avanzare. Oltre alla quantità dei capelli, bisogna tener conto anche della loro “qualità”: capelli opachi, secchi, fragilissimi sono il segno di un diradamento o di un’alopecia incipiente.”
UN PROBLEMA ANCHE FEMMINILE
La calvizie non é più solamente un problema che riguarda l’uomo, dato che negli ultimi tempi si sta diffondendo sempre più anche tra le donne. (ad esserne colpite sarebbe il 35% della popolazione femminile in età fertile ed il 50% in età della menopausa). Le fasi del diradamento dei capelli non seguono nelle donne lo stesso schema maschile: in genere la calvizie interessa principalmente la parte centrale della testa per poi allargarsi a raggiera (anche se solo in rarissimi casi viene raggiunto il livello della calvizie maschile).
IL MEGA-MICROTRAPIANTO
Questa nuova metodica di trapianto capelli é indicata anche a chi presenta una calvizie che va oltre il quarto stadio della scala di Hamilton e può essere abbinata – al fine di una riduzione dell’area alopecica – alla tecnica di scalp reduction. Si tratta ovviamente di una tecnica di autotrapianto monobulbare, ovvero che prevede l’impianto di un singolo bulbo per volta, prelevato ed impiantato attraverso un innovativo drill microchirurgico. Questo nuovo approccio presenta numerosi vantaggi, sia dal punto di vista della mini-invasività dell’intervento che da quello della qualità dei risultati. Ecco citati di seguito i vantaggi più importanti:
- Nessuna escissione del cuoio capelluto (per ricavre porzioni donatrici di bulbi piliferi)
- Mini-invasività
- Riduzione al minimo del sanguinamento
- Maggiore sopravvivenza dei bulbi grazie ad una loro minore manipolazione
- Possibilità di pre-stabilire l’inclinazione di crescita dei “nuovi” capelli adeguata alla zona specifica
- Assenza di punti di sutura e di particolari medicazioni
- Non visibilità delle cicatrici
- Tempi di ricrescita dei capelli inferiori ai tre mesi
Un innovativo drill microchirurigco, preleva il singolo bulbo dalla zona donatrice del cuoio capelluto (in genere la nuca) e lo impianta nell’area glabra, senza necessità di incisioni né suture. Nell’arco di poche settimane, i bulbi impiantati inizieranno la loro attività riproduttiva facendo crescere capelli nuovi e sani, destinati a durare per sempre.
PER UN TRAPIANTO AD HOC
“Per un risultato ottimale - spiega il dottor Carlo Alberto Pallaoro - il reinfoltimento del cuoio capelluto viene programmato in modo da consentire un aspetto naturale alla nuova capigliatura, adattandola alle caratteristiche del viso e all’età del soggetto.” Dal punto di vista della visibilità, un autotrapianto eseguito a puntino non dovrebbe affatto rivelarsi evidente (come avveniva infatti un tempo con il triste “effetto bambola”). “La crescita omogenea dei capelli e la naturalità della nuova chioma – rimarca il dottor Pallaoro - sono due traguardi raggiunti solo di recente dalla moderna chirurgia tricologica.”
UN APPROCCIO ENTUSIASMANTE
Questo esempio di MegaMicrotrapianto dei capelli sottolinea come oggi la chirurgia tricologica possa davvero fare molto anche di fronte ad uno stadio avanzato di calvizie e che prima di rassegnarsi all’idea di una calvizie irriducibile, è sempre meglio consultare il chirurgo. Le nuove metodiche consentono traguardi fino a poco tempo fa inimmaginabili, portando nuovi entusiasmi a chi da anni vive con sfiducia la perdita permanente dei capelli.
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